0

Il trio X 2

trio gemelliSpesso mi chiedono:
– qual è stato per me l’accessorio assolutamente irrinunciabile tra quelli che oggi offre il panorama degli articoli per l’infanzia…gemellare?
– qual è stato il mio “migliore amico” (come lo definisco ironicamente, ma neanche tanto!) nel primo anno di vita (e oltre) di ET?
– cosa ha contribuito a farmi sentire libera di scegliere cosa fare insieme a ET, ogni giorno, anche quando ho voluto o dovuto fare da sola, vedendo ridursi notevolmente le differenze con la giornata-tipo di una mamma di non gemelli?
La risposta è: IL TRIO…X2!
Costoso. Ohiohi…quanto!
Tecnologico. E l’ambizione di fare la mamma d’antan se ne va alle ortiche; nessun rammarico, garantito.
Ingombrante e pesante. Ma il “mio” molto meno di altri, ecco perché posso dire a ragion veduta che poter scegliere in base alle proprie esigenze e aspettative è importante e fa la differenza.
Comodo e sicuro. Confortevole per ET e maneggevole per me.
Accessoriabile. Quindi, in base ad esigenze e budget (problema aggirabile in molti casi con un pò di manualità creativa), personalizzabile.
Già per il trio classico (cioè quello per un solo bambino), è opportuno considerare l’utilità, potendo, di scegliere la via della lista nascita. Ed è stato rincuorante e commovente quando amici e parenti che avevano contribuito alle quote per il trio gemellare (più o meno si va al doppio o poco meno di quanto stimato per il trio X1!), col passare del tempo, abbiano spesso esclamato quanto vedessero utile ed utilizzato il loro regalo. Vi faccio solo qualche esempio pratico, e mentre scrivo sorrido.
Ci ha consentito di viaggiare (per quanto si possa): stessi ovetti come seggiolino auto (se poi si hanno in macchina gli agganci “isofix” è il massimo) e come culline per passeggiare una volta a destinazione. Vuoi mettere il risparmio di manovre? Mi ha permesso, ogni giorno, di uscire da sola con ET per andare dal pediatra o a fare la spesa o in (quasi) qualsiasi altro posto vi venga in mente, nonostante gli ascensori piccoli, le porte dei negozi strette, il bagagliaio dell’auto con una capienza limitata (per intenderci, non potendo per esempio contare su qualcuno che mi prendesse uno o entrambi i bambini in collo per smontare le carrozzine). Non tutti i passeggini gemellari hanno dimensioni e peso compatibili con tanta libertà d’azione, ecco che si torna all’opportunità di fare una scelta attenta con relativo ricorso a fondi non troppo limitati (ma rammenta: la lista nascita è ormai una prassi riconosciuta, diffusa, approvata e molto molto ragionevole).
A seconda dell’età di ET siamo potuti uscire in orari diversi (da svegli o addormentati), con temperature diverse (le postazioni accoglienti e agili da gestire oggi consentono imbottiture e “alleggerimenti” davvero efficaci, e la gamma di prodotti – materiali bio, soluzioni economiche, nonché il fatto in casa – lascia molta scelta), e di volta in volta tenendo i piccini rivolti a me, per parlare con loro, allietare il vagabondaggio con le nostre canzoni (sono diventata un’autoradio vivente!), oppure rivolgendoli lato strada, quando la loro curiosità per il mondo esterno ha iniziato ad attirare i loro sguardi curiosi, o infine posizionandoli l’uno davanti all’altro, per farli interagire tra loro.
Alla fine di tutto, la domanda che regolarmente sorge spontanea è: qual è il famoso Trio gemellare di cui parli? Non l’ho omesso per discrezione, né per “gelosia”, tanto meno per una dimenticanza.
E’ che le esigenze di ciascuno sono diverse, e la natura e le aspettative di ogni mamma trovano oggi una risposta: per me erano la versatilità, per portare fuori ET e me stessa (indole autonoma e insofferente agli spazi chiusi più di un tot) il più spesso possibile anche da sola, sia a piedi che utilizzando l’auto; e di poter utilizzare l’investimento fatto il più a lungo possibile, contando dunque sulla “trasformabilità” in base a età, fasi e stagioni, del “mezzo”: così ho scelto il superleggero (nonché supercaro e superlungo da avere, almeno nel 2011) City Select. Altre mamme potrebbero preferire altre occorrenze, e allora avrà senso una scelta completamente diversa (le alternaitve sul mercato sono molteplici!)
In questo caso, del trioX2, la matematica è un’opinione.

Romina

0

Il trio, questo sconosciuto

Una cosa che tutte facciamo, mentre il pancione cresce, è cominciare a guardare con occhi trasognati tutti gli “arnesi” per accogliere preparati il nuovo arrivato. Se non avete figli più grandi o parentame e amicame che possano passarvi delle cose, di solito si comincia a fare giri perlustrativi nei negozi come Prénatal o Iobimbo (nel mio caso, a Sesto Fiorentino e a Campi Bisenzio ci sono entrambi) e ci si avventura in questo nuovo mondo di attrezzi.
In effetti, quello che ricordo, è il senso di spaesamento davanti, per esempio, ai “trio”. Il trio che tutti hanno sulla bocca e che le commesse ti buttano lì dando per scontato che tu sappia cosa sia – io no, non lo sapevo esattamente cosa era, lo ammetto – è un sistema modulare di culla, ovetto e passeggino. E avete voglia a essere vintage o moderni, il trio è indispensabile. Perché con l’ovetto piazzate il piccino in auto, nella culla quando dorme o lo portate a spasso, e quando ha circa 4 mesi (ma dipende dai bambini) si passa al passeggino. Per capire come funzionava esattamente, io e il babbo di Emma abbiamo messo in scena dei siparietti niente male…
IMG_0353Il trio ha dei costi mostruosi (intorno ai 600 euro per un’Inglesina Zippy Free come quella che abbiamo scelto, molto di più per Stokke o altro) da qui la scelta mia e di Davide di aprire la lista di nascita. Non sarà elegante, ma l’economia familiare ringrazia.
Comunque, arrivati al momento della scelta del trio, il panico: starà nell’ascensore e nella macchina? Quale è quello più leggero? Si chiude bene? Può essere montato sia fronte che retro mamma? Insomma, per me è stata una cosa turca. Per questo mi piacerebbe condividere qua i dubbi e le perplessità anche su questi temi… E voi cosa avete fatto?
Elisa