0

Il trio, questo sconosciuto

Una cosa che tutte facciamo, mentre il pancione cresce, è cominciare a guardare con occhi trasognati tutti gli “arnesi” per accogliere preparati il nuovo arrivato. Se non avete figli più grandi o parentame e amicame che possano passarvi delle cose, di solito si comincia a fare giri perlustrativi nei negozi come Prénatal o Iobimbo (nel mio caso, a Sesto Fiorentino e a Campi Bisenzio ci sono entrambi) e ci si avventura in questo nuovo mondo di attrezzi.
In effetti, quello che ricordo, è il senso di spaesamento davanti, per esempio, ai “trio”. Il trio che tutti hanno sulla bocca e che le commesse ti buttano lì dando per scontato che tu sappia cosa sia – io no, non lo sapevo esattamente cosa era, lo ammetto – è un sistema modulare di culla, ovetto e passeggino. E avete voglia a essere vintage o moderni, il trio è indispensabile. Perché con l’ovetto piazzate il piccino in auto, nella culla quando dorme o lo portate a spasso, e quando ha circa 4 mesi (ma dipende dai bambini) si passa al passeggino. Per capire come funzionava esattamente, io e il babbo di Emma abbiamo messo in scena dei siparietti niente male…
IMG_0353Il trio ha dei costi mostruosi (intorno ai 600 euro per un’Inglesina Zippy Free come quella che abbiamo scelto, molto di più per Stokke o altro) da qui la scelta mia e di Davide di aprire la lista di nascita. Non sarà elegante, ma l’economia familiare ringrazia.
Comunque, arrivati al momento della scelta del trio, il panico: starà nell’ascensore e nella macchina? Quale è quello più leggero? Si chiude bene? Può essere montato sia fronte che retro mamma? Insomma, per me è stata una cosa turca. Per questo mi piacerebbe condividere qua i dubbi e le perplessità anche su questi temi… E voi cosa avete fatto?
Elisa